Guida alle albicocche

Prince 28 luglio 2013 0
Guida alle albicocche



Le albicocche arrivano ora sui banchi del mercato, con la buccia dalle mille sfumature, dal giallo chiaro all’arancione carico o al rosa. La loro stagione è breve, solo un mese, e conviene approfittarne. Vediamo insieme il perché.

Il colore è segno inconfondibile della presenza di carotenoidi, precursori della vitamina A, denominata scientificamente retinolo perché protegge la retina, la struttura dell’occhio che permette la visione. La vitamina A stimola il sistema immunitario, aiutando i linfociti, particolari globuli bianchi, a difenderci dalle infezioni, e rafforza pelle e mucose, le nostre prime barriere verso l’esterno. I una classifica della frutta che più ne contiene, dobbiamo porre al primo posto il caco autunnale, ma già al secondo posto c’è la nostra albicocca: con 200 grammi di questo frutto riusciamo ad assicurarci la quantità giornaliera di preziosa vitamina A che tanto ci è necessaria. Originare dell’Asia centrale, le albicocche hanno confermato la loro azione protettiva  sulla degenerazione cellulare che causa malattie cardiovascolari e tumori quando, pochi anni fa, si è scoperto che gli Hunza, un popolo asiatico con un elevatissimo numero di centenari, utilizza questo frutto in grandi quantità, sia fresco sia (in inverno) secco.

L’albicocca contiene più del 90 per cento di acqua, nella quale è disciolto il potassio, minerale indispensabile per il corretto funzionamento dei muscoli, cuore compreso. Questo frutto fornisce ventotto chilo calorie per cento grammi e la ricchezza in potassio rende questo frutto un integratore naturale per chi fa sport, ma anche per chi lavora o studia, a metà mattina e pomeriggio, in momenti di stanchezza ed indebolimento del corpo. Facilmente digeribile, l’albicocca è adatta a tutte le età. Contiene fruttosio, prontamente utilizzabile dal corpo, che nel frutto molto maturo, si trasforma in sorbitolo, uno zucchero con funzioni lassative. All’acquisto il frutto deve presentarsi integro, con buccia vellutata e senza ammaccature.

Per la delicatezza della polpa, oggi si tende a cogliere albicocche leggermente acerbe, ma si possono lasciare maturare disponendole per un giorno in uno solo strato. In genere non vanno sbucciate, infatti, nella buccia (ben lavata) la presenza di fibre costituisce un prezioso alleato della funzione intestinale. Per snocciolarle, basta tagliarle a metà; attenzione però, all’interno del nocciolo, che ha l’aspetto e la consistenza di una mandorla, è contenuto un glucoside dell’acido cianidrico, che è tossico anche ingerito in modeste quantità.



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